Oggi il Raboso è trattato come un vigneto principe, con una attenzione dedicata nella vinificazione che lo rende una eccellenza nel mondo del vino, ma da Bonotto delle Tezze non vogliono tralasciare la sua storica tipicità e lo ripropongono anche in questa versione giovane, vinosa, sbarazzina e quotidiana.
Fermentazione in tino aperto con 25 giorni di macerazione. Vede la bottiglia dopo 7 mesi passati in vasche di acciaio e una breve finitura finale in botti di rovere di Slavonia, che permette di arrotondare e smussare le spigolature estreme del vitigno.
Frutta rossa selvatica a profusione, la marasca in particolare, poi prugne, lamponi, un leggero amarotico di rabarbaro e liquirizia, con tante violette primaverili. Ideale se servito un po’ freddo, attorno ai 10 °C. Dissetante e corroborante per fronteggiare la calura dei mesi più caldi, grazie alla intensa combinazione di acidità-tannicità che spicca nell’assaggio.
Allergeni: contiene solfiti
Bonotto delle Tezze
Vazzola (TV)
Un’antica realtà insediata nella riva sinistra del Piave dal 1400, che ha saputo adeguarsi ai cambiamenti storici e a evolvere le tecniche enoiche, onorando il vitigno autoctono per eccellenza: il raboso Piave. Irruento, scuro, dal tannino incisivo, veemente, detto il ” Vino da Viajo” durante la Serenissima. I Bonotto delle Tezze si sono riservati di ammansirlo, lasciando intatta tutta la sua autenticità. Si fregiano di tanti premi: il Malanotte del Piave 2018, vigoroso e levigato, racconta una magia di spezie e frutta e il Raboso Passito è risoluto nonostante la lunga permanenza in pianta.
Anno fondazione: 1400
Indirizzo: Via Duca D’Aosta (Loc. Tezze di Piave) 36 – Vazzola (TV)